Meritocrazia: come G.MATICA fa di un concetto un progetto

Lunedì, 19 Marzo 2012 12:50
Meritocrazia: come G.MATICA fa di un concetto un progetto

Intervista a Giulia De Rosa, pubblicata su Jamma

 

 

(Jamma)Anche questa edizione di ENADA Primavera ha calato il sipario, con buona affluenza di visitatori ma minor partecipazione di espositori, prima conseguenza della crisi economica generale o forse anche protesta silenziosa nei riguardi della campagna mediatica che da più di un anno a questa parte tende ad attribuire al gioco ed a chi lo esercita i connotati del vizio e del reato.

Chiediamo a Giulia De Rosa, Direttore della Divisione Business di G.Matica, concessionario di rete, se ed in che misura tale situazione genera disagio o insofferenza fra gli operatori del settore.
“E’ indiscutibile – dichiara De Rosa – che negli ultimi tempi il comparto è stato oggetto di attacchi che, muovendo da principi etici e sociali del tutto condivisibili, offrono alla fine una visione parziale e mistificata del settore. E’ altrettanto evidente che iniziative, oltretutto “anonime”, quali quella di distribuire in Fiera volantini che denunciano, per i maggiori (o tutti?) concessionari del gioco pubblico, l’esistenza di situazioni che ne impedirebbero l’operato non fanno altro che assecondare la convinzione che il gioco è in mano ad imprenditori di pochi scrupoli. Personalmente sono sempre contraria ai proclami, qualunque tesi essi sostengano; ritengo molto più utile ed efficace sostenere un’idea, un convincimento, con i fatti piuttosto che con le parole, un materiale di grande seduzione ma troppo facilmente addomesticabile.”
Cosa pensa G.Matica si possa o si debba fare per contrastare la negatività dei messaggi che sempre più spesso associano gioco a rovina ed operatore di gioco a criminale?
“Nel comparto del gioco, come in ogni contesto sociale e produttivo, esistono elementi positivi e negativi; sta ad ognuno di noi valorizzare i primi e combattere i secondi.
Basta quindi con veementi arringhe contro il gioco e chi lo esercita, o con accorate difese del valore esclusivamente ludico del divertimento e dell’irreprensibilità di chi lo gestisce.
Che siano i fatti a dire la loro, avviando un processo serio e strutturato che da una parte misuri scientificamente i fenomeni, senza abbandonarsi a stime puramente emozionali, e dall’altro attui politiche coraggiose che valorizzino i comportamenti virtuosi e stigmatizzino in modo esplicito quelli che virtuosi non sono.
E’ in questa logica del fare piuttosto che del dire che, in occasione della Fiera appena conclusasi, G.Matica ha rotto gli schemi ormai logori di politiche commerciali che combattono sul filo del centesimo di euro, lanciando la promozione CANONE ZERO.

E’ un’iniziativa chiara, trasparente, con un unico obiettivo: premiare la serietà ed operosità di tanti soggetti che chiedono solo di riconoscersi in un concessionario che sappia e voglia valorizzarne l’attività e premiarne il merito. “Attirare la qualità per farla crescere” potrebbe essere lo slogan della nostra iniziativa, visto che è proprio attraverso un concentrato di operatori di qualità che si può portare avanti in modo sinergico ed efficace un progetto di informazione e formazione affinché il gioco, correttamente esercitato, continui ad offrire un sano divertimento senza mai sfociare nell’assuefazione e nella dipendenza, puntando quindi sulla prevenzione piuttosto che sulla repressione. Non è certo proibendo il gioco che si risolve il problema della ludopatia o che si rendono inoffensivi soggetti giuridicamente “border line” – conclude De Rosa – E’ solo perseguendo progetti di “riqualificazione comportamentale” che può innescarsi un “contagio virtuoso” che, progressivamente, porterà all’isolamento di quegli elementi che, pur essendo in minoranza sotto il profilo quantitativo, continuano a condizionare in negativo l’intera immagine del settore.

Una cosa invece è certa: nel mondo della comunicazione, da sempre, ha maggior impatto la notizia negativa, scandalistica, che quella positiva e virtuosa. Sta quindi ad ognuno di noi fare in modo che iniziative volte a far prevalere il “buono” abbiano la giusta visibilità e risonanza.”

    

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