Prisma è una società specializzata in analisi, consulenza strategica e ricerca sui mercati regolamentati, con particolare focus sul settore del gioco pubblico. L’azienda supporta istituzioni, concessionari e stakeholder di filiera attraverso studi approfonditi, modelli previsionali e analisi territoriali ad alta granularità, offrendo strumenti decisionali basati su dati solidi e metodologie riconosciute. La missione di Prisma è contribuire a un mercato del gioco trasparente, sostenibile e orientato alla tutela del consumatore, fornendo conoscenza oggettiva e insight utili allo sviluppo di politiche efficaci.
STRUTTURA TERRITORIALE DELLA RETE DISTRIBUTIVA DEL GIOCO FISICO
Analisi delle caratteristiche quali-quantitative dell’attuale rete distributiva dei giochi retail
La ricerca analizza la rete distributiva del gioco pubblico in Italia. La distribuzione risulta altamente eterogenea tra regioni, influenzata da fattori geografici, demografici e normativi. Nel 2023 il settore ha generato un GGR superiore a 16 miliardi di euro, con oltre il 56% destinato allo Stato. La domanda si concentra su AWP, VLT e Lotterie, che insieme rappresentano più del 70% della spesa. Le normative locali — distanziometri, limiti orari e restrizioni autorizzative — incidono sulla distribuzione dei punti vendita, ma non mostrano effetti chiari sulla propensione al gioco. L’analisi evidenzia un sistema capillare, stabile ma in evoluzione, che richiede un approccio regolatorio più omogeneo e orientato alla tutela del giocatore.
DOVE SI GIOCA IN ITALIA?
90.000 punti vendita in Italia.
Una rete capillare che attraversa tutte le regioni, dalle grandi città ai piccoli centri.
Solo l’11% è dedicato esclusivamente al gioco.
La maggior parte dei punti è costituita da bar, tabaccherie e ricevitorie, che rappresentano il cuore dell’accesso al gioco fisico.
Oltre 2 tipologie di gioco per punto vendita.
Ogni esercizio ospita mediamente più di due prodotti tra Slot (AWP), VLT, Gratta&Vinci
e Scommesse.
La rete distributiva del gioco pubblico in Italia rappresenta un’infrastruttura capillare e strutturata, composta da oltre 89.000 punti unici e 187.000 Punti di Accesso al Gioco (PAG). L’offerta è garantita principalmente da esercizi generalisti (bar, tabaccherie, ricevitorie), che rappresentano oltre il 90% del totale, mentre i punti specializzati costituiscono una quota più contenuta ma strategica, soprattutto nelle aree urbane. La forte disomogeneità regionale è influenzata da fattori geografici, demografici, culturali e normativi, con alcune regioni – come Lombardia, Lazio, Campania ed Emilia-Romagna – che concentrano la maggior parte dei punti vendita e dei volumi di gioco.
QUANTO SI SPENDE E QUANTO INCASSA LO STATO?
Spesa effettiva dei giocatori (GGR) nel 2023: oltre 16 miliardi di euro.
Entrate per lo Stato: poco più di 9 miliardi di euro, pari al 56% del GGR.
Giochi più richiesti: AWP (slot), Gratta&Vinci, VLT (rappresentano il 71,6% della spesa totale).
Dal punto di vista economico, nel 2023 il settore ha generato un GGR complessivo superiore a 16 miliardi di euro, mentre le entrate erariali hanno superato 9 miliardi, pari a circa il 56% della spesa effettiva dei giocatori. Il GGR pro capite si è attestato a 276 euro, con variazioni territoriali significative: dalla Campania (+18% rispetto alla media nazionale) alla Valle d’Aosta (-35%). Il consumo di gioco si concentra su tre categorie principali — AWP, VLT e Lotterie — che insieme rappresentano oltre il 70% della spesa retail. Il quadro regolatorio regionale e comunale si conferma eterogeneo: distanziometri, limiti orari e norme sulle autorizzazioni incidono sulla distribuzione dei punti vendita, ma non emergono evidenze univoche circa una diminuzione della propensione al gioco nelle regioni con normative più restrittive.
L’analisi evidenzia tre direttrici principali:
1. Una rete distributiva vasta ma non uniformemente distribuita La densità dei punti varia notevolmente tra territori, con impatti diretti sulla fruibilità del gioco e sulla generazione di GGR. Tale disomogeneità è legata più ai modelli socio-culturali e alla regolazione locale che non alla semplice estensione geografica o alla popolazione residente.
2. Una domanda stabile ma in trasformazione Il trend 2023 conferma una progressiva contrazione degli apparecchi AWP/VLT e parallelamente una crescita delle Lotterie e delle Scommesse, segnale di una domanda che evolve verso prodotti percepiti come più “leggeri” o semplici da fruire. La stabilità delle entrate erariali dimostra comunque la solidità del comparto.
3. Una regolazione frammentata che modifica l’accessibilità, non la propensione Le normative locali incidono sulla distribuzione dei punti vendita ma, allo stato attuale, non emergono correlazioni chiare tra restrittività normativa e riduzione della spesa di gioco. La sfida futura sarà trovare un equilibrio tra tutela dei consumatori, presidio del territorio contro l’illegalità e sostenibilità del mercato.
Nel complesso, la ricerca mette in luce un sistema complesso e multilivello, che richiede un coordinamento normativo più omogeneo e una crescente attenzione ai temi del gioco responsabile.
Numeri chiave del gioco pubblico
Fonti: Nomisma & Prisma
Valore aggiunto
20,8 miliardi €: pari
all’1,1% del PIL
nazionale.
Gettito retail
9,2 miliardi € di
entrate fiscali.
Occupazione
324.000 persone
impiegate lungo la
filiera.
Punti vendita
Tra 85.000 e
90.000 esercizi
autorizzati in Italia.
Top giochi
AWP, VLT e
Gratta&Vinci: 70%
della spesa
complessiva.